Elogio del ricordo-matrioska, tra nostalgici e buffoni

La fotografia digitale ha sdoganato il ricordo-matrioska: ricordare di aver ricordato un ricordo. Si potrebbe riassumere (anche) così il progetto “Dear Photograph“, un blog perfetto per sfogare la nostalgia in maniera al tempo stesso 2.0 e vintage (qualcuno direbbe, semplicemente, hipster). Basta prendere una vecchia foto scolorita, tornare nel posto in cui è stata scattata e, tenendola davanti all’obiettivo, creare l’illusione ottica di un passato che coincide col presente.

L’idea diventa virale. Lanciato da un 22enne canadese con sole 6 foto di famiglia, negli ultimi nove mesi il blog ha ottenuto un successo enorme, arrivando a una media di 20mila contatti al giorno e aprendosi al contributo (filtrato) di tutti. Nel frattempo Jones, il giovane canadese, ha lasciato il lavoro da social media specialist alla Blackberry per dedicarsi a un libro-raccolta che conterrà le immagini più significative, e persino ad una sceneggiatura, basata sull’idea di un viaggio nel tempo attraverso scatti fotografici.

Questione di umore. Ogni giorno, da tutto il mondo, circa venti immagini vengono sottoposte al vaglio di Jones, che ne sceglie soltanto una secondo l’umore del momento. “Talvolta dipende da come mi sento – ha spiegato in una recente intervista -. Se mi sento alla grande, ho voglia di pubblicare una foto divertente”.

Un po’ di vita. Ogni immagine è accompagnata da qualche riga di riflessione, scritta dagli utenti che l’hanno caricata. A volte, più che l’aspetto creativo, sono quelle poche righe la parte davvero interessante, l’occasione per guardare indietro e dritti a sé, nello stesso spazio ma in un tempo differente.

Sleeveface, l’altra faccia del fenomeno. L’idea di creare collages di immagini non è solo farina del sacco di Jones. Ci aveva già pensato Sleeveface.com, con risultati piuttosto divertenti. Gli utenti caricano foto di se stessi con parti del corpo nascoste da sleeves, le copertine dei dischi in vinile. L’iniziativa di Carl Morris e John Rostron ha portato alla pubblicazione del libro-raccolta “Be the vynil“. Sottotitolo (firmato David Bowie): “Just the best sight gag in ages!”.

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Informazioni su Rossella Quaranta

Nata il 7 luglio 1984 a Torino. Dopo brillanti carriere immaginarie come archeologa, ghostbuster e detective, a 9 anni si mette in testa di diventare giornalista. Vent'anni dopo, nonostante tutto, ci crede ancora. Nel tempo libero guarda il mondo da un oblò, supera fobie, scrive racconti e tende alla dipendenza da serie televisive. Non ha mai smesso di fumare, ma ha smesso di ripetere che smetterà. Ogni tanto viaggia, per imparare parole nuove.

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